| Torna alla home page | Tutti i comunicati |
Notizia
Mercoledì 12 ottobre 2005
A proposito di transfughi.. di Patrizia Prestipino dirigente Margherita Lazio
Come dirigente locale della Margherita seguo con attenzione il dibattito pubblico sui cosiddetti “transfughi”. E con tutta sincerità devo dire che il fenomeno mi preoccupa non poco. Non tanto perché temo un “intaccamento ” dei valori e delle idee del partito ( valori e idee sono inossidabili) o una possibile promiscuità- come dice qualcuno- al nostro interno. Quello che mi preoccupa è l’immagine che il partito o la coalizione di centrosinistra finirebbero per offrire all’esterno, sull’opinione pubblica e sul nostro elettorato -per intenderci-, se lasciassimo passare lo sciagurato messaggio che, se la barca affonda, si può sempre saltare dall’altra parte. Vorrei ricordare che quando nel 2001 il vento soffiava a favore del Polo delle Libertà e il centrosinistra era allo sbando, furono pochissimi a salire sul carro del vincitore. Nei Comuni, nelle province o nei Municipi e su su fino alla Camera. Tutti (o quasi) noi eletti, in ogni organo politico-amministrativo, siamo rimasti ai nostri posti. A incassare le critiche dei girotondi e l’urlo di Nanni Moretti. A ricostruire il consenso per il partito e per la coalizione. Con lealtà e spirito di servizio. Eppure allora sarebbe stato facile cambiare casacca…Prendete il caso della capitale: a partire dalla pesante sconfitta alle politiche del 2001, il Comune di Roma, guidato dalla giunta Veltroni e supportato da una maggioranza forte e coesa ha saputo ben resistere all’ondata d’urto di una Provincia e una Regione nemiche. Ma questo è potuto avvenire anche grazie al contributo generoso di tanti amministratori locali del centrosinistra che, in maggioranza o dall’opposizione, si sono stretti ai propri partiti e ai propri territori, ben decisi a recuperare il terreno perduto. Ora invece guardate quale smottamento è in atto nel centrodestra. Né è un esempio lampante il mio territorio, quello del Municipio XII, dove non è un mistero che il Presidente Pollak, eletto nel 2001 per il centrodestra (fui proprio io la sua avversaria), è dato in passaggio all’Udeur al seguito dell’ex assessore forzista Verzaschi , già approdato nel centrosinistra all’inizio dell’estate. Ma ad oggi ancora non sappiamo come e quando ci sarà il grande “evento”. E nel frattempo qui, in XII, siamo “tra color che son sospesi..” Situazione a dir poco “Kafkiana” che genera confusione ed imbarazzo a livello politico e tra l’elettorato stesso. Ecco perché la questione di come tutelare all’esterno l’immagine dei partiti più esposti al fenomeno dei transfughi, come per esempio la Margherita, va posta con forza alla classe dirigente politica. Perché il rischio vero è che tali “cambi di casacca” vengano interpretati dall’opinione pubblica come finalizzati esclusivamente alla conservazione della poltrona. Per questo la direzione della Margherita del Lazio, su proposta della sottoscritta e di altri dirigenti, ha deliberato di aprire le porte a chi, deluso dal percorso del centrodestra, dimostri comunque di condividere l’intera linea politica della Margherita, a condizione che per le prossime scadenze elettorali non venga ricandidato chi abbia ricoperto, per conto del centrodestra, importanti ruoli politico-amministrativi nella vita pubblica di Roma e del Lazio. Come a dire Paradiso sì, ma solo a Purgatorio ultimato. Un atto dovuto a noi stessi e soprattutto al nostro elettorato che dai propri rappresentanti politici si aspetta quantomeno scelte coerenti.