Comunicato stampa — 15/07/2008

Comunicato stampa

L’Associazione “Giuseppe Dossetti: i Valori” ribadisce il suo no a qualsiasi forma di eutanasia

Martedì 15 luglio 2008 · Claudio Giustozzi

Il Presidente della Cei ha detto che togliere il nutrimento è come togliere da mangiare e da bere a ciascuno di noi.
Il Papa oggi ha ribadito che “l'acqua rientra fra i beni che vanno considerati come un diritto fondamentale inalienabile”.

Il caso Eluana ripropone ancora una volta l’eutanasia in malati che vivono in coma vegetativo.

Il responsabile dell’Osservatorio per la Tutela e lo Sviluppo dei Diritti dell’Associazione “Giuseppe Dossetti” Corrado Stillo ha dichiarato: “Ancora una volta in assenza di qualsiasi norma legislativa si tenta di far passare come fatto compiuto l’eutanasia sul corpo della povera Eluana. Mentre ribadiamo la nostra contrarietà assoluta verso qualsiasi forma di eutanasia, attiva e passiva, notiamo che lo spettacolo mediatico di questi giorni ferisce profondamente le migliaia di malati ed i loro familiari che vivono da anni in condizioni simili”.

Le associazioni dei malati hanno espresso più volte il desiderio di continuare a vivere in condizioni di maggiore dignità, di maggiore assistenza, di maggiore vicinanza alle famiglie che si vedono ricadere sulle loro spalle tutto il peso dei loro cari che si trovano in coma vegetativo.

Rifiutiamo l’aberrante logica di togliere il sondino naso gastrico che nutre ed idrata la ragazza e consideriamo fuori di ogni logica una sentenza di una Corte italiana che permetta una morte per fame e per sete, sentenza che sa più di condanna a morte che di tutela civica.

Chiediamo il rispetto della vita di Eluana e degli altri malati che vivono in condizioni simili e urgenti provvedimenti a favore dei diritti dei malati che si trovino in condizioni simili alle sue.

Claudio Giustozzi, Segretario Nazionale dell’Associazione Giuseppe Dossetti dichiara: “Nel vuoto normativo sempre più spesso sono chiamati i giudici a sentenziare se una vita deve continuare o se invece, come tutti i giorni succede in molte parti del mondo, è preferibile spegnerla affamandola ed assetandola”.

Ci appelliamo all’ordinamento costituzionale italiano che prevede il diritto ad essere curati, il diritto all’alimentazione, il diritto all’acqua, ed alle leggi che non considerano un “diritto“ il togliere la vita ad una persona.
Torna all'archivio dei comunicati