Comunicato stampa — 12/12/2011
Comunicato stampa
FARMACI ONCOLOGICI: NON SONO “AD ALTO COSTO” MA “SALVAVITA”
Lunedì 12 dicembre 2011 · Ufficio Stampa Associazione Dossetti
Abbiamo nuove armi per sconfiggere i tumori: farmaci in grado di garantire non solo un piano di cura integrato e personalizzato, ma una speranza concreta di guarigione per i pazienti oncologici: ogni anno si registrano 250 mila nuovi casi e, in totale, sono 2 milioni le persone che sono affette da patologie neoplastiche. L’impegno di medici, oncologi, patologi e biologi molecolari ha condotto a risultati importanti in termini di sopravvivenza e qualità della vita, anche grazie alla “targeted therapy”, che consente di mirare a specifici bersagli ed è una delle più importanti sfide future dell’Oncologia.
Da affrontare, però, alcune criticità.“L’impiego dei farmaci innovativi- spiega il professor Carmine Pinto dell’Ospedale Sant’Orsola Malpighi di Bologna - è legato a target molecolari, bisogna cioè fare test su campioni di tessuto tumorale, che dovrebbero essere disponibili su tutto il territorio e coordinati in una rete organizzativa, per garantire tempi di trasporto e risposta adeguati per appropriatezza e patologia. Finora un farmaco innovativo registrato dall’Agenzia del Farmaco va inserito nel prontuario delle Regioni che possono porre il veto. La legge del dicembre 2010 prevede, invece, che i farmaci registrati dell’AIFA vengano inseriti automaticamente e che le Regioni che non aderiscono debbano discuterne con l’AIFA. Un sistema decisamente più garantista per i pazienti ma non applicato visto che dal gennaio 2011 non sono stati registrati nuovi farmaci”.
Questa situazione danneggia i malati.“Inammissibile definire ad alto costo i farmaci oncologici- afferma Claudio Giustozzi, Segretario nazionale dell’Associazione “Giuseppe Dossetti: i Valori”(www.dossetti.it) - se esiste l’indicazione per il loro impiego, vanno somministrati in tempi rapidi. La politica sanitaria va invece avanti a colpi di tagli, chiusure di reparti, favorendo viaggi della speranza e negando l’accesso alle nuove terapie.”
Da una parte abbiamo chemioterapici di vecchia generazione e dall’altra farmaci “targeted therapy”.E’ possibile, grazie a un approccio multidisciplinare, abbattere i costi e garantire a tutti i cittadini, da Nord a Sud una terapia efficace. “E’ evidente la difformità di accesso alle cure per i pazienti nelle varie regioni, rilevata anche dal Ministero della Salute nel Documento tecnico di indirizzo per ridurre il carico di malattia del cancro 2011-2013, che riconosce la necessità di ‘sviluppare reti oncologiche regionali, prerequisito per il miglioramento dei percorsi diagnostici-terapeutici”.
In particolare nel Sud assistiamo invece alla chiusura di reparti oncologici, all’aumento dei viaggi della speranza al Nord. Tutti gli esperti concordano sulla necessità di costruire una rete oncologica per integrare i servizi, assicurare terapie mirate e sostenibili. Alcune Regioni come Umbria,Toscana e Piemonte hanno maturato da anni un’esperienza in questa direzione. “Sono esempi da imitare - conclude Claudio Giustozzi - e dimostrano come sia possibile migliorare la qualità e l’appropriatezza delle cure, coinvolgendo il paziente nel percorso terapeutico, stabilendo uno standard di terapie condivise. Questa è la strada da seguire per assicurare il diritto alla Salute previsto dall’articolo 32 della nostra Costituzione”.
Comunicato del 8 novembre 2011