Comunicato stampa — 30/06/2004

Comunicato stampa

Da Sottoinquadrati a Sottopagati: ricercatori e Tecnologi dell’Istituto Superiore di Sanità

Mercoledì 30 giugno 2004 · Claudio Giustozzi

L’Associazione “Giuseppe Dossetti: I Valori – sviluppo e tutela dei diritti” raccoglie il malcontento dei ricercatori e tecnologi dell’Istituto Superiore di Sanità.

Istituto Superiore di Sanità oggi compie 70 anni. 70 anni vissuti in prima fila nelle grandi battaglie per la salute, la prevenzione, la sicurezza degli alimenti e dell’ambiente.

Eppure Ricercatori e Tecnologi dell’ISS, essi stessi garanzia di tutela e sicurezza per la salute pubblica del cittadino ed uno dei tasselli del Servizio Sanitario nazionale, sono profondamente a disagio.

Crescente la difficoltà di arruolare i giovani ricercatori spesso sottoinquadrati con contratti di ricerca privi di garanzie per il futuro; i giovani, risorsa indispensabile per lo sviluppo di nuove competenze scientifiche, come richiedono il Paese e la Comunità Europea.

Paradossale la situazione quando, finalmente di ruolo, il ricercatore e il tecnologo dell’Istituto Superiore di Sanità subiscono una condizione economica inadeguata alle loro competenze tecnico-scientifiche ed al ruolo a loro richiesto per la tutela quotidiana della salute pubblica.

E non basta: per ovvie incompatibilità morali e di legge, i ricercatori ISS non possono esercitare l’attività libero-professionale perchè istituzionalmente impegnati in attività di valutazione e controllo di pesticidi, additivi alimentari, vaccini, farmaci, etc., senza per questo avere l’indennità di esclusività di rapporto lavorativo di cui, giustamente, godono i colleghi laureati del comparto sanità.

Uno stipendio di gran lunga inferiore ad analoghi colleghi delle ASL: è questo l’incentivo per un giovane e promettente ricercatore che vuole impegnarsi nella Ricerca in sanità pubblica nel nostro Paese?
Il Segretario Nazionale dell’Associazione Claudio Giustozzi dichiara:
“Nostri esponenti del governo si stupiscono, con grandi dichiarazioni sui media, della “fuga dei cervelli”; ma gli stessi esponenti latitano in situazioni come queste dell’ISS, che non costituiscono certo un esempio di valorizzazione delle professionalità.

Un’assurdità questa situazione, in un momento in cui la Ricerca Scientifica è uno, e forse il più importante, fattore di rilancio e crescita della nostra economia.

La valorizzazione, anche economica di queste figure professionali, dovrebbe essere non solo un diritto del lavoratore ma, e soprattutto, un dovere dello Stato e dei Governi che lo rappresentano”.
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